Gennaio 2011
31 post
si può fare, di una vita parallela, una vita vera...
io sarò pure monco e resterò monco, ma tu sei vecchio di mille anni e così ti lasci uccidere dalla stessa cosa in mille modi diversi.
appunti per una prosetta bollita e triste
come l’uomo che guarda al tramonto come a una crepa arancio senza allentare il passo verso di essa; così i miei princìpi saranno più forti delle vostre rivoluzioni, resistenze, lotte, e di ogni sforzo che richiede un lessico bollito pur di esser compiuto. la discrezione di un uomo sta nel suo saper distinguere tra demolizione e distruzione: solo una cattività materiale consente lo stato...
quelli che muoiono, tutti amavano il proprio...
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vorrei essere santoro per esser chiamato anch’io sempre e comunque solo per cognome
a cosa mi sto ispirando, cos'è che mi muove? dove...
la differenza
pezzi di donne per la precisione: calcagni talloni, stomaci è il punto in cui ti metto, in un discorso che m’insegna a dirti che m’insegna le misure che m’insegna che s’imparano come suol dirsi le proprietà comunque velleitarie di una vista microscopica tu dici non la vedi non la vedo, no la differenza la differenza non si vede né si tocca come una mammella la differenza si...
il numero 40 di inutile
maciste:
una rivista con la posta del cuore, non so se mi spiego
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Ritirare un premio (e lo smoking dalla lavanderia) →
il vecchio malesangue vince il sunshine award
Se con l’età non la si smette di ripetere fatti antichi, parola per...
– chico buarque | latte versato
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fare altro
cara televisione italiana, credo sia oramai chiaro a entrambi che tu istupidisci non tanto quelli che ti guardano, quanto soprattutto quelli che ci lavorano, con te. con affetto, stima e simpatia, tuo, marco montanaro
come molti
no, scusate, ero distratto misuravo lo spazio rimasto per il gesto individuale per la r vol zi ne, insomma poi trasformata in semplice rivalsa dal d.lgs 167/23 del 1982 io c’ero, come molti gallina dalle uova d’oro che non caca più
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prova-prova... sì, ecco, volevo dire a quelli de...
il fatto quotidiano parla di clandestina, ma al momento non vi sono scansioni decenti dell’articolo con intervista a federico di vita, curatore dell’antologia (insieme a enrico piscitelli). ciao federi’!
[aggiornamento: l’articolo si può leggere qui.]
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sul Vecchio Malesangue: chiacchierata notturna con... →
l’altra notte ho sognato lester bangs.
Be’, se ci sono migliaia di persone stipate sotto un palco a guardare un povero coglione che stona su due o tre accordi ripetuti fino all’ossessione… Un mucchio di gente a pagare e a dare ragione su qualsiasi cosa dica, quel coglione… È conformismo. È l’anticamera del nazismo, ok.
?
se solo tu ti dissolvessi nel nulla mi farei bastare quello spicchio un punto interrogativo, color perla che a volte è la tua schiena nuda, nella nebbia
maciste: Uni-posca →
questo post di maciste, in cui si parla di rutti e manifestazioni dicembrine, mi fa sentire meno solo. molto meno solo. gli anni dieci sono iniziati, diocan! grazie, ale.
Ho sempre invidiato chi sa ruttare a comando, quelli che gli dici «dài, di’ figlio di puttana col rutto» e loro: «UIUO UI UOUANAAA!». Mi è sempre sembrato che poter ruttare quando vuoi, con l’intensità e la durata che...
gianfranco folena →
una poesia di massimiliano chiamenti su inutile:
lo sorprendo e il mio cucciolo sgrana gli occhi gli regalo infatti il più bello che ho quello perfetto e completo a cura di gianfranco folena e così un’altra foglia si stacca dall’albero della mia vita accademica e il volume sulla cultura veneta del trecento lo venderò domani per mangiare però mi consolo pensando che lo studente col mio...
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i gloriosi anni '10
cara la mia nemesi t’avessi incrociato dieci anni fa una paura ora no, ora sei me, ed io con te ora no, non c’è tempo il nuovo secolo, che dico il millennio, quello nuovo è appena iniziato e brindiamo insieme con questa ragazza che non dà importanza a parole né bauli sappiamo entrambi, io e lei che se torniamo a casa tardi è solo per dimenticare che abbiamo madri folli sempre avute,...
se non la smetto, potrei trasformarmi in uno dei...
97. aria umida
mentre lei parlava tenevo le mani sulle gambe del tavolo. ero concentrato sui suoi occhi. gli ideogrammi erano ricomparsi nelle pupille per la seconda volta nel giro di pochi secondi – diciamo una trentina, sempre dopo quel tic, un occhiolino tenero e stupido. fui tentato di mettermi a urlare, di dirle che era finita e di andarmene. rimasi calmo. attesi che lei andasse al lavoro, poi feci una...
un romanzo da un rigo o poco più
un uomo infilò le mani nel fango (sembrava merda), tirò con forza, e tutto ciò che ne estrasse fu un neonato.
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due auto segnalazioni che se non le leggete ve le...
prima di tutto: torna il vecchio malesangue con questo post sul Petrolio Live Show. che, al di là dell’autocelebrazione cazzeggiona, ritengo una cosa importante. e seconda di tutto: il mio racconto All the way to Carver su La Collana della Regina. grazie a F.
se è vero che la bava è il sudore delle labbra,...
egoisti anacoluti
voglio dire una volta ho conosciuto un romanziere che infarciva subordinate con “voglio dire” così ho iniziato a riflettere sul mercato, sulle donne, sulla scrittura io non sono libero, voglio dire dove vivo io ci sta la SCU e un sacco di gente volgare che non capisce, anche se finge bene ti dicono che sei fatto in un certo modo e questa diceria rimbalza da un angolo all’altro...
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Vita di un poeta professionista al giorno d’oggi... →
è per questo genere di cose che adoro il Maestro Guido Catalano, perché sa rendere narrativa e fantasmagorica qualsiasi cosa, anche la spiegazione del suo esser poeta, diocan.
ubiquo
ti distrai a ore ed ecco che all’improvviso il tuo segreto non cambia la mia vita ti distrai a ore e se ti ho tradito non l’ho fatto da eroe non ti ho tradito, dico ero soltanto ubiquo e questo è un fatto tecnico
'szomanon cocaine blues
c’è da dire che io sono un cane. ho memoria e rancore canini. insomma, a certe persone associo pessimi ricordi, perciò mi guardo bene dal tornare a frequentarle; non è colpa mia, i cani non hanno colpa, appena me li trovo davanti, questi miei pessimi ricordi, cambio strada, annuso un’aiuola, piscio di traverso, cerco scuse e contrattempi: quanto al cancellare, il dolore è...
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2. il letto in fiamme →
un vecchio racconto dei 169 del malesangue in un’altra dimensione.
essere immortali tocca ai bambini, non si vive al di fuori di quest’età, ed essere bambini è sopravvivere nel mezzo di un incendio.