a un’amica fragile e gentile
a chiamarti amica, mi faccio guerra
e così ti perdo come solo
in guerra si può perdere
ma tu sorridimi e non credere
non credere a chi ti dice libertà
e la scambia con altro
per meglio spogliarti
e colpire d’un freddo vuoto
non credere a chi rimane
impassibile dopo aver colpito
se esiste il disprezzo (io non so)
non usarlo su di te
non credere a chi chiede
coordinate telluriche
di guai che non vuoi
di amori che non vorrai
e non credere a me, alle mie
questioni di principio
montate sulla farsa che non sa
mai farsi sipario compiuto
sei una strana forma di religione
tu, la più alta e preziosa sarai
quando non chiederai
più sacrificio
né per te né per gli altri,
così pregherei nel silenzio
che è dovuto a chi sconta
miserie non sue
13 note
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